Gli investimenti sostenibili: ESG e SRI

investimenti sostenibili

Gli investimenti sostenibili sono definiti come gli investimenti che aumentano valore sia alla società che all’investitore mediante una precisa strategia di investimento, dove si integra ad un’analisi finanziaria anche quella ambientale, sociale e di buon governo.

Ad oggi infatti è possibile investire in modo sostenibile e responsabile, con costi contenuti, favorendo soprattutto una maggiore diversificazione del portafoglio. Sempre più attività di diverse dimensioni e settori decidono di presentare investimenti sostenibili, aumentando le opportunità di partnership e collaborazioni vincenti, sia sul lato sociale che su lato economico.

L’Italia infatti cerca costantemente di sollecitare il finanziamento del processo di transizione energetica e sostenibilità. Un esempio rappresentativo è il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Questo piano strategico è stato definito dopo la pandemia da Covid -19. È condiviso con gli altri Stati Europei ed ha lo scopo di puntare su una crescita attraverso investimenti sostenibili.

Comunque, la vera domanda da porsi è: “è possibile associare la parola sostenibilità agli investimenti?
La risposta è affermativa, e ora scopriamo perché.

ESG e SRI le differenze

Quando si parla di investimenti sostenibili si fa riferimento a ESG – acronimo di Environmental (ambiente), Social (società) e Governance (governo d’impresa) e a SRI – acronimo di Sustainable and Responsible Investment.

Ma quali sono le differenze?

Possiamo rispondere alla domanda evidenziando le premesse.
Gli ESG valutano il potenziale delle realtà coinvolte per poter ottimizzare l’analisi finanziaria, mentre le SRI pongono in primis i dover etici valutando successivamente le azioni e preferendo imprese con uno storico impeccabile.

Quindi le ESG uniscono al profitto la scelta di un investimento basato su responsabilità e sostenibilità, mentre le SRI uniscono al profitto la scelta di un investimento basato su principi etici.

Analizziamoli nel dettaglio.

Gli investimenti sostenibili – SRI

Gli SRI, ovvero investimenti sostenibili e responsabili cercano di rispecchiare i principi morali dei loro investitori, scegliendo accuratamente imprese su cui investire i risparmi. Possiamo dire che l’etica è alla base delle loro scelte, per questo esistono dei canoni di inclusione/esclusione del portafoglio. Non basta solo limitare l’inquinamento in generale con le emissioni, ma si cerca di migliorare su 360 gradi le condizioni attuali mondiali. Molti investitori scelgono di investire in un’ampia gamma di settori e società che soddisfano tutti i criteri, mentre altri possono optare per un enfasi su specifici temi ambientali o sociali, come le fonti di energia rinnovabili, l’equità di genere o l’uguaglianza razziale.

Facciamo un esempio: un investitore contrario al fumo in quanto nocivo per la salute, non investirà mai in una azienda che produce tabacco. Questo perché gli investimenti oltre a rappresentare un introito rispecchiano anche i principi morali di chi investe.

Esistono per questo delle strategie di investimento di SRI, che si contraddistinguono per specifici obiettivi e metodologie.
Le più diffuse sul piano italiano sono:

  • Esclusioni: in cui vi è un’esclusione esplicita di emittenti, settori, Paesi dall’universo investibile, sulla base di alcuni principi. Ad esempio: armi, pornografia e tabacco.
  • Convenzioni internazionali: basate sul rispetto di norme e standard internazionali, ad esempio quelli definiti in sede OCSE e ONU.
  • Investimenti tematici: sono selezionati emittenti in portafoglio secondo alcuni criteri ambientali, sociali e di governance.
  • Engagement: Attività che si perfeziona con il dialogo investitore-emittente su temi di sostenibilità e dei diritti di voto connessi alla partecipazione al capitale azionario, aumentando il più possibile la trasparenza.
  • Impact investing: investimenti che hanno l’obiettivo di generare un impatto socio-ambientale misurabile e positivo, coinvolgendo anche il ritorno finanziario.

Gli investimenti sostenibili – ESG

Gli investimenti sostenibili sono riconosciuti anche con la sigla ESG, che significa unire: AmbienteSocietà Governo d’impresa. Le società che soddisfano i criteri ESG spesso hanno una maggiore trasparenza e sono meno soggette a rischi reputazionali e operativi, il che può tradursi in una maggiore stabilità e resilienza a lungo termine. Inoltre, l’attenzione crescente per le questioni ambientali, sociali e di governo sta spingendo molte società a migliorare i loro standard e processi, il che può creare opportunità per gli investitori.
Un fondo di investimento per essere definito come “sostenibile”, deve creare il portafoglio di obbligazioni e azioni solo dopo aver valutato, insieme al rischio e al rendimento, anche le tre dimensioni appena nominate.

Vediamole nel dettaglio.

  1. L’ ambiente – (Environment). Questa dimensione ha dei sistemi di valutazione più certi e veritieri.
    Come possiamo immaginare, per un motivo o per l’altro, ogni soggetto economico inquina, direttamente e indirettamente. Per questo è possibile oggi misurare e analizzare la quantità di inquinamento che emette tramite l’energia acquistata.
    Ecco perché si tende a premiare le aziende che abbattono, o cercano di ridurre il più possibile le emissioni di CO2, quindi riducendo il più possibile l’impatto ambientale.
    Per questo a fine 2018, l’Unione Europea, ha emanato un provvedimento, denominato come Tassonomia verde, in modo da stabilire una definizione sostenibile delle attività economiche, tra cui gli investimenti.
  2. La società – (Social). La dimensione sociale fa riferimento a tutti i tipi di responsabilità nei confronti della comunità e dei cittadini.
    Tra tutti i fattori sociali, quelli più decisivi sono: relazioni con le comunità locali, il rispetto dei diritti umani e la partecipazione alle convenzioni internazionali.
  3. Governo d’impresa – (Governance). Un corretto ed equo governo d’impresa è la dimensione su cui nascono politiche ambientali più virtuose. Quindi bisogna tener presente la qualità della gestione delle imprese. Rientrano ad esempio l’antitrust, una giusta retribuzione dei lavoratori e una giusta composizione del consiglio di amministrazione.

Possiamo quindi concludere che nelle ESG si fa riferimento al potenziale dell’investimento ma anche ai rischi legati all’ambiente, sociali e di governance. Nelle SRI si tiene conto dell’etica, guardando anche l’aspetto economico ma sopratutto quello sociale.

Gli investimenti sostenibili e i rendimenti

Come abbiamo accennato, gli investimenti sostenibili sono investimenti che cercano di creare valore e generare un rendimento con una strategia integrando l’analisi finanziaria con quella dell’attenzione all’ambiente.

La maggior parte degli investitori crede erroneamente che gli investimenti sostenibili siano azioni senza profitto. O qualcosa di simile. Perché pongono al primo posto l’attenzione all’ambiente, la parità di genere e di razza e una corretta e trasparente gestione aziendale. Andando così a sacrificare la remunerazione e i rendimenti degli investimenti.

Nel 2014 i ricercatori dell’università di Oxford hanno effettuato degli studi sul tema. Su cento imprese soggette ad analisi, ottantotto hanno dimostrato che, quelle che perseguono la scia degli investimenti sostenibili, ottengono dei risultati migliori. Ciò si traduce anche in riferimento ad una una migliore performance borsistica. Quindi investire in modo “sostenibile” presenta anche un interesse finanziario oltre al valore aggiunto sociale ed ecologico.

Possiamo quindi concludere che non si penalizza assolutamente il rendimento. Anzi: si è evidenziato una correlazione positiva tra investimenti sostenibili e il ritorno sull’investimento stesso.

Sostenibilità e rischi

Una volta affermato che il rendimento non diminuisce a fronte di un investimento sostenibile, vediamo ora gli eventuali rischi che possono sorgere.
Premettiamo, come sempre, che per definizione tutti gli investimenti hanno dei rischi e l’elemento “prudenza” non deve mai essere accantonato.
Comunque, da uno studio effettuato dai professori dell’università di Ginestra, si è affermato che le istituzioni con portafogli sostenibili sono meno esposte a rischi e in più generano rendimenti superiori sul lungo periodo.
In conclusione hanno una migliore performance.

Come gli altri investimenti, anche in questo caso, rimane la regola per cui più è rischioso l’investimento più è alto l’investimento.

I principi per un investimento responsabile

Nel 2005 le Nazioni Unite hanno richiesto agli investitori professionali di sancire dei principi per investire responsabilmente verso l’ecosistema e della società.

Per questo sono nati degli elaborati sanciti da una rete di investitori internazionali, dove sono definiti i sei Principles for Responsible Investment (definiti come UNIPRI o PRI).

I principi sono i seguenti:

1. Incorporare i temi ESG nell’analisi e nei processi decisionali d’investimento.

2. Inserire i temi ESG nelle politiche e pratiche di gestione.

3. Comunicare in modo più appropriato, alle società di investimento, le istanze ESG.

4. Promuovere l’accettazione e l’implementazione dei principi ESG.

5. Collaborare per aumentare l’efficacia  dei principi.

6. Calcolare le attività e i progressi raggiunti con l’applicazione dei principi.

Possiamo quindi concludere che ormai questi criteri sono sanciti anche nell’ambito finanziario, e le dimensioni ambientali, sociali e di governance sono prese sempre con maggior considerazione per la valutazione e la sostenibilità degli investimenti, tutto ciò andando ben oltre la valutazione puramente economica.

Recrowd e gli investimenti sostenibili

Uno degli obiettivi che Recrowd si è prefissato nel 2023 è quello di presentare, agli investitori della piattaforma, un aumento degli investimenti sostenibili.

Nel 2022, un progetto sostenibile che vale la pena ricordare è Ex Albergo Vela, nel bresciano. Questo raccolta ha avuto come obiettivo la riqualificazione di una struttura alberghiera protagonista di vari sfortunati eventi. Dall’incendio che aveva divorato grande parte della copertura, divenuta poi dimora dei senza tetto, e infine anche luogo di spaccio.
Nella rigenerazione urbana, infatti, si sostanzia la sostenibilità del progetto. Con il crowdfunding è stato ridato alla cittadina un valore che era stato “messo da parte”, donando agli abitanti un nuovo complesso residenziale e commerciale su un’area da anni abbandonata, diventata ormai il simbolo di degrado.

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