Finanziamento collettivo: il crowdfunding

finanziamento collettivo

Il finanziamento collettivo, chiamato in inglese crowdfunding – nato delle parole crowd, “folla” e funding, “finanziamento” – è un modello di micro-finanziamento con il quale più persone decidono di destinare i propri capitali alla realizzazione di progetti o iniziative di ogni tipo.

Definito anche investimento alternativo, il crowdfunding ha spopolato prima in America e poi in Australia. Ad oggi, è diventato il modello di investimento conosciuto ed utilizzato in tutto il mondo, Italia compresa.

Per chi si chiedesse qual è la differenza con un tradizionale investimento, la risposta è l’importo di denaro utilizzato. A prescindere dal tipo di investimento, immobiliare o meno che sia, il crowdfunding richiede l’impiego di piccole somme da parte di svariati soggetti.

Un salto nel passato

Molti ritengono che il crowdfunding sia un modello che ha preso piede solo negli ultimi anni. Tuttavia la sua applicazione risale a pratiche a cavallo tra il 1700 e il 1800.

In Irlanda lo scrittore Jonathan Swift diede ispirazione ai fondi di prestito locali per combattere la povertà del popolo.

Successivamente a fine 800 Joseph Pulitzer creò una raccolta di crowdfunding per finanziare il piedistallo della Statua della Libertà, in quanto il Comitato riuscì a raccogliere solo una piccola parte dei capitali necessari.

Nei tempi moderni, la vera notorietà del crowdfunding è oltreoceano. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha pagato grand parte della sua campagna elettorale con i capitali dei suoi elettori, in quanto primi portatori d’interesse alla sua elezione.

Finanziamento collettivo: come funziona?

Il finanziamento collettivo, visto come una “raccolta fondi del nuovo millennio“, è perfezionato da piattaforme online autorizzate, come Recrowd.
Ricordiamo che il crowdfunding rientra nella disciplina del proptech, ovvero innovative tecnologie applicate al settore del real estate.

Le piattaforme online facilitano l’incontro tra soggetti privati, che dispongono di capitali da investire, e soggetti richiedenti un finanziamento.
Si distinguono in verticali, cioè specializzate in particolari settori, e generaliste, cioè che raccolgono fondi per progetti di ogni settore.

Nel crowdfunding, quindi, sono tre i soggetti interessati:

  • chi fa ricorso al crowdfunding per ricevere i capitali;
  • chi presta il capitale per sostenere l’idea;
  • le piattaforme digitali che interagiscono come punto d’incontro in cambio di una commissione.

Sono quattro, invece, i modelli di crowdfunding:

  • Donation Crowdfunding: in cui si finanziano progetti no profit, solitamente a carattere sociale;
  • Lending Crowdfunding: i privati investitori ricevono un interesse sul capitale versato per finanziare progetti di privati o di imprese;
  • Equity Crowdfunding: è il metodo utilizzato per sostenere start up o piccole medie imprese per la realizzazione di un’idea, ricevendo in cambio una quota di partecipazione agli utili;
  • Reward Crowdfunding: utilizzato per sovvenzionare progetti di carattere culturale e artistico, ottenendo una “ricompensa” non a carattere monetario.

Come partecipare ad un finanziamento collettivo

Spiegata la teoria, passiamo ora alla pratica.

Prima di iniziare a spiegare come partecipare ad un’operazione di crowdfunding, cioè partecipare ad un finanziamento collettivo, facciamo una premessa.

Il crowdfunding è un’ottima soluzione per chi volesse iniziare ad avvicinarsi al mondo degli investimenti.
In primis perché basta disporre di bassi capitali e poi perché non vi è la necessità di godere di particolari competenze del settore, massimizzando le possibilità di successo.

Vediamo ora come contribuire a una campagna di crowdfunding.

Il primo passo da compiere è individuare un progetto o una causa. È necessario ricercare progetti che siano allineati propri valori, passioni oppure interessi personali.

Ricerca approfondita. È importante esaminare attentamente la descrizione del progetto tramite i dettagli forniti e l’affidabilità del promotore promotore.
Consigliamo sempre di ricercare recensioni di persone che hanno avuto un’esperienza con la piattaforma scelta.

Definire un budget. È fondamentale quantificare quanto si può contribuire finanziariamente al progetto e sostenerlo, ovviamente senza mettere a rischio la propria situazione finanziaria.

Informazione. Dopo aver contribuito ad una campagna di crowdfunding è opportuno rimanere informati sul suo andamento.

Vuoi sapere come creare una campagna di crowdfunding? Leggi questo articolo.

Considerazioni

Il finanziamento collettivo, come abbiamo evidenziato, presenta vari vantaggi ma, ovviamente, presenta anche alcune considerazioni da tener presente, come:

  1. Rischio di frodi: vista la relativa facilità di avvio di una campagna di crowdfunding, non sottovalutiamo il rischio di frodi da parte di proponenti.
  2. Successo non garantito: non tutte le operazioni di crowdfunding raggiungono gli obiettivi di finanziamento. L’efficacia della raccolta fondi dipende, oltre che dal progetto stesso, anche da chi presenta lo stesso.
  3. Regolamentazione: visto l’aumento della popolarità del crowdfunding, le autorità competenti sono in procinto di adeguare le leggi statali per garantire il più possibile la tutela degli investitori e prevenire potenziali abusi. Vista l’importanza dell’argomento ti invitiamo a leggere l’articolo sul Regolamento Europeo.

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Leggi il nostro articolo su “Effetto leva o crowdfunding immobiliare?

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